Archive for ecosostenibile

Cappotto esterno

I lavori procedono e nell’ultima settimana gli imbianchini della Project Decor hanno incominciato la posa del cappotto esterno al fabbricato.
Il materiale scelto è stato il Multipor della ditta Ytong, praticamente un un pannello termoisolante di natura minerale, monolitico a base di idrati di silicato di calcio.
La classificazione di “prodotto ecocompatibile” costituisce inoltre un importante valore aggiunto, perfettamente in linea con le tendenze attuali verso un’edilizia ecosostenibile e di questa casa.
Non nascondo il fatto che per tutti noi era la prima volta che utilizzavamo questo materiale, ma nel giro di poco si è presa confidenza.
Su suggerimento dei rivenditori della Color Decor il primo strato di cappotto a terra è stato fatto con un pannello classico ad alta densità per evitare la risalita di umidita futura, anche se il Multipor non dovrebbe creare questa problematica.
Sopra questo primo strato è stato posato il cappotto, estremamente fragile e delicato, che è stato tagliato o rifinito con attrezzi del mestiere attorno ai telai delle aperture e negl’angoli.
Mentre internamente è stata posata una retina per evitare il setolarsi dell’intonaco sull’esterno è stata posata una mano di colla aggiutiva nella fessura tutt’attorno al telaio degli infissi dopo di che il Multipor è stato ritagliato e lavorato per andare a copriere il telaio anche in facciata.
Detta lavorazione è stata fatta per evitare che l’eventuale differenza di materiale possa in futuro creare delle marcature estetiche.
Come al solito più avanti vi darò ulteriori dettagli.

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B.I.L. (benessere interno lordo)

E’ ormai “naturale” nella nostra società produrre, consumare, avere ritmi frenetici anche se studi dimostrano che questo non è ciò che conduce al benessere.
Il Presidente francese Sarkozy in primis ha affidato ai Nobel Amartya Sen e Joseph Stiglitz il compito di riformare gli indici che misurano la ricchezza di un paese, aggiungendo un’infinità di variabili al semplice reddito.
Il Pil di un paese è sempre stato lo strumento che fotografava il benessere dello stesso ma oggi sembra che questo non sia più cosi reale. Sempre più si parla di B.I.L. (Benessere Interno Lordo) che prende in considerazione parametri nuovi.
Il concetto è molto semplice: inutile guadagnare di più degli altri se la qualità della vita (minacciata dal rischio dell’ammalarsi a causa dell’inquinamento o dalla perdita di tempo trascorso nel traffico quotidiano o dal non avere più spazi vitali o utili all’uomo allinterno del nostro territorio) peggiora.
Ricalcolando in questa maniera il benessere in italia la provincia di Forli e Cesena compresa anche Rimini passa ai primi posti mentre Milano (prima per il PIL) slitta in una posizione centrale.

Nel nostro piccolo nel pensare alla nostra casa abbiamo pensato al benessere che questa deve produrre, non solo in termini della fortuna di poterci permettere una nuova casa singola in campagna ma in merito agli spazi, ai materiali, all’orientamento cardinale e soprattutto per i nostri figli in qualcosa che non vada ad inquinare sempre più il loro futuro.
Sicuramente una casa con intonaci in calce, vernici traspiranti e naturali, infissi in legno naturale, cappotto riciclabile ed ecologico, zero emissione di CO2, con un ampia produzione di energia elettrica e acqua sanitaria e ulilizzando imprese e impiantisti locali ci avviciniamo sicuramente all’obbiettivo desiderato.

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Casa Passiva a San Mauro Pascoli

casa passiva alberto berardiQuesto blog nasce con la voglia di condividere l’esperienza costruttiva della mia nuova casa passiva (passiv haus in tedesco).

Io e mia moglie abbiamo incominciato dal 2006 a lavorare per questo progetto passivo, per noi nuovo di cui conoscevamo solo il nome e il concetto, andando a visitare diversi fabbricati già realizzati, alcuni grazie agli enertour, visitando alcune fiere e facendo e rifacendo progetti del fabbricato per ottenere il risultato desiderato.

I requisiti essenziali che doveva avere la nuova dimora erano per noi chiari: luminosa, sana, giusti spazi, di facile manutenzione e che avesse un costo gestionale bassissimo se non nullo. Il tutto ovviamente in proporzione alle nostre possibilità economiche!

Inizialmente pensavamo che la nostra soluzione fosse una casa in legno, poi per tanti motivi che magari descriverò in un altro articolo, siamo passati col trattare l’acquisto di una casa in laterizio certificata passiva realizzata da un’azienda dell’altitalia per poi arrivare all’esperienza di costruircela utilizzando imprese e fornitori locali.
Ricordo ancora il giorno in cui all’ennesimo appuntamento con l’impresa esperta in costruzioni di case passive dell’altitalia rimasi molto deluso dal capitolato elettrico che mi era stato compreso nell’esoso preventivo e sulla strada del ritorno in macchina con mio fratello Marco e architetto del progetto abbiamo incominciato a pensare a come mai noi vista l’esperienza nel settore non potessimo costruircela con imprese locali.

E’ nata cosi la ricerca, lo studio più approfondito fino a trovare la giusta consulenza che ci permetterà di certificare la casa come passiva.

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