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L’impianto di riscaldamento e raffrescamento

In questi giorno abbiamo incominciato la realizzazione degli impianti idraulici ed elettrici che più avanti verranno descritti dettagliatamente. Per incominciare ad entrare in questo argomento ho chiesto all’amico ingegnere termotecnico Gionata Sancisi di descriverci in via molto sommaria il tipo di impianto che serve per una casa passiva:

Impianti di una casa Passiva
La casa è detta “passiva” perché la somma degli apporti passivi di calore dell’irraggiamento solare trasmessi dalle finestre e il calore generato internamente all’edificio da elettrodomestici e dagli occupanti stessi sono quasi sufficienti a compensare le perdite dell’involucro durante la stagione fredda.
L’impianto di riscaldamento convenzionale si può eliminare se il fabbisogno energetico della casa è molto basso, convenzionalmente inferiore a 15 kWh al m² anno. Queste prestazioni si ottengono con una progettazione molto attenta, specie nei riguardi del sole, con l’adozione di isolamento termico ad altissime prestazioni su murature perimetrali, tetto e superfici vetrate e mediante l’adozione di sistemi di ventilazione controllata a recupero energetico.
In pratica in una casa Passiva l’unico impianto di climatizzazione è l’impianto di ventilazione meccanica controllata, opportunamente dimensionato per produrre il carico massimo energetico necessario in condizioni di progetto, in inverno con temperatura esterna -5°C.
Tale impianto va dimensionato con la cura e la precisione che definirei “da farmacista” e non con la logica di sovradimensionamento tipica dei dimensionamenti degli impianti tipici delle case normali.
Ora che abbiamo una casa con un impianto che consuma pochissimo possiamo mettere la ciliegina sulla torta: produciamo il calore necessario da fonti rinnovabili non fossili.
La casa passiva è l’applicazione perfetta per la pompa di calore.

Principi generali di funzionamento.
Con la pompa di calore si può sottrarre calore “gratuito e rinnovabile” dall’ambiente esterno (terra, acqua, aria). L’energia del calore che viene sottratta ad una temperatura più bassa, viene poi innalzata ad una temperatura più alta per permettere d’essere utilizzata in un sistema di riscaldamento d’ambiente, o per produrre acqua calda sanitaria.
L’impianto in pompa di calore consuma poca energia elettrica e “pompa” calore ambiente all’interno della casa. Il consumo elettrico può essere completamente autoprodotto mediante un pannello fotovoltaico.
Compensando la totalità dei consumi elettrici con la produzione dei pannelli Fotovoltaici si può ottenere una abitazione ad emissione zero di CO2.
Gionata Sancisi ingegnere termotecnico”

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pensiline in legno

Questa settimana sono state installate le pensiline in legno, che hanno due funzioni essenziali.
Innanzi tutto quello di proteggere parte dei muri esposti alle intemperie nella parte centrale del fabbricato dove non ci sono i cornicioni e l’altra prettamente estetica.
E’ risaputo che un fabbricato con cornicioni ha una capacità di usura della parete esterna molto più lenta rispetto ad una parete completamente esposta al sole e intemperie, anche se questa è trattata coi migliori materiali e vernici chiamate autopulenti. La sfida in questo progetto era quello di coniare il classico fabbricato a cubo della casa passiva con un fabbricato esteticamente più consono alle tradizioni del territorio, così il progettista ha pensato bene di creare queste pensiline per creare movimento e migliore qualità nel tempo del fabbriato.
La sfida è stata quella di applicare dette parti al tetto senza creare però dei ponti termici.
Sulla copertura sono stati creati dei muretti in c.a. che sporgessero sopra alla copertura finita del tetto, comprensiva dei 18 cm di isolamento, dove sono state ancorate le travi in legno necessarie all’uso convenuto, sulle quali sono state applicate due strati di tavole in legno e il realtivo manto antirumore sopra.
Per dare una maggiore stabilita e sicurezza è stata applicata una trave di sostegno per ampliare la base d’appoggio delle stesse travi.
La fornitura e posa di detto materiale è stata affidata ad una azienda locale, “La Trave” di Longiano (FC), conosciuta per la loro competenza nella lavorazione del legno, infatti la loro esperienza nella realizzazione di tetti, porticati, pergolati e altre lavorazioni in legno è molto elevata e rinomata.
Mi sento di aggiungere che anche per quanto concerne i costi a volte sono necessarie delle piccole applicazioni per ottenere dei grandi risultati spendendo pochi soldi.
Completato questa lavorazione siamo pronti per fare la guaina di copertura su tutto il tetto.

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opinioni sulla tecnica costruttiva dei casseri

Come più volte detto esistono diversi modi e materiali per poter costruire un edificio, alcuni hanno caratteristiche di salubrità, altri di termicità, altri di praticità e così via di seguito.
E’ difficile dire se c’è e qual’è il metodo migliore di costruzione, in quanto lo stesso risultato lo si può ottenere adottando tecniche differenti e le considerazioni che mi inducono a definire quello che secondo me è la tecnica migliore potrebbero non esserlo per un’altra persona.
Nelle ultime settimane via mail o direttamente sul blog molte persone mi hanno chiesto consigli o opinioni sulla tecnica costruttiva dei casseri.
Premettendo che non ho la qualifica e la competenza per dare consigli posso pero esprimere quelle che sono le mie opinioni in merito.
Innanzi tutto, ho avuto il piacere di poter vedere una casa a Cesenatico costruita con questa tecnica da una persona che da sola o con l’aiuto di poche maestranze è riuscita in circa 2/3 anni a completare l’esecuzione. Ne ho visto lo stato grezzo, quello più avanzato e quello finito ma sinceramente da subito ho compreso che quella soluzione non si sposava con le mie idee di abitazione.
La tecnica della costruzione a casseri prevede che vengano utilizzati dei speciali blocchi di isolanti, vuoti al loro interno nel quale vengono posati i ferri per edilizia e poi riempiti di cemento formando cosi le pareti e i solai della struttura di tutta la casa, così facendo si avrà che tutta la casa sia in cemento armato e questo è già sufficiente per non considerarla di qualità (almeno secondo i miei standard), non sono contrario al c.a. ma credo che debba essere utilizzato solo nello stretto necessario.
A sua volta la finitura delle pareti interne, essendo rivestire dal materiale del cassero, deve essere con dei pannelli in cartongesso o materiale similare dando alla finitura una consistenza differente da quella del laterizio con intonaci a calce naturale.
Per quanto attinente all’efficienza energetica, non mi risulta esistano ancora dei fabbricati con certificazione passiva in Italia e sinceramente, per quello che stò sperimentando, l’isolamento delle pareti esterne è la problematica più semplice da risolvere, termicamente parlando, ma la complessità è data da tanti piccoli fattori e accortezze da avere negli attacchi a terra, coi tetti e balconi, con le aperture, con l’impianto elettrico nei punti di passaggio o comunicazione tra la parte esterna e interna, con la cappa della cucina …………………….. (ogni dettaglio verrà ripreso e descritto ad ogni fase esecutiva).
Comprendo che sia di facile realizzazione e forse economica ma personalmente la ritengo per nulla di qualità e il solo pensiero di vivere in un involucro di c.a. mi indispone, volendo ragionare in termini di autocostruzione mi sento molto più vicino alle case in paglia, più sane e salubri per la salute e il territorio.

Manuale pratico per la progettazione e la costruzione
ISBN: 888881907X

Prezzo € 14,00

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Ovviamente anche a casa mia la struttura è in c.a. ma solo per quello che era fondamentale per la staticità e la sismicità per il resto le scelte sono ricadute su materiali differenti.

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Isolamento tetto piano

Questa settimana ci siamo concentrati sul portare avanti le lavorazioni del tetto per poter eseguire la guaina al più presto.
Abbiamo steso sopra il solaio di copertura l’isolante per uno spessore complessivo di 18 cm (uno strato da 10 cm e uno da 8 cm) facendo ben attenzione a non lasciare fessure tra un pannello e l’altro, e anche in prossimità di tubi che salgono in alto

Sopra a questo strato di isolamento abbiamo creato una gettata per creare un piano uniforme sul quale poter creare l’impermeabilizzazione.

Il progetto prevede che sul tetto piano vengano in alcuni punti inseriti dei cornicioni in legno (che dovremmo montare la prossima settimana) e dei muretti rialzati. Anche nel creare questi due particolari si è prestata attenzione affinchè tutta la copertura sia sempre a contatto con l’isolante.

Per quanto riguarda la parte dove verrà realizzato il tetto verde si procederà in maniera differente la prossima settimana e se tutto va come da programma venerdì prossimo potremmo realizzare la guaina impermeabilizzante.

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programma di costruzione

I lavori alla casa purtroppo hanno subito un forte rallentamento causa il clima freddo e nevoso dell’ultimo mese.
Purtroppo negli ultimi 15 giorni il cantiere non ha avuto progressi in quanto prima il gelo poi la neve e la pioggia non hanno consentono di eseguire le lavorazioni.
Mancano dei piccoli muretti sulla copertura per poter eseguire l’impermeabilizzazione e in quest’ultima settimana la casa si è riempita d’acqua.
L’unico lavoro che abbiamo potuto fare è quello di segnare gli impianti con l’elettricista e l’idraulico.
Se le condizioni meteo hanno impedito le lavorazioni, non si sono fermati i lavori decisionali, di ricerca dei materiali e le soluzioni di finitura.
Non nascondo che abbiamo avuto una decina di giorni in cui io e mia moglie eravamo abbastanza “stressati”. Mentre io studiavo i cataloghi degli elettrodomestici di media fascia per comprenderne le caratteristiche, i consumi e le efficienze per poter individuare i prodotti e le marche che meglio si confacessero con la filosofia del progetto, mia moglie si è dedicata alla ricerca dei corpi illuminati, dei pavimenti e dei rivestimenti.
Le decisioni finali ancora non sono state fatte ma devo dire che ora abbiamo le idee chiare e ormai siamo prossimi alle decisioni; anche la serenità è tornata a regnare nei nostri umori.
Ma non temete ad ogni passaggio o lavorazione riprenderò i vari argomenti e li approfondirò dettagliatamente.

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La certificazione europea CASA PASSIVA

Sempre più si parla di certificazione energetica o di classificazione di fabbricati ma ricevendo nella mia agenzia molte persone che cercano casa ho compreso che c’è molta confusione in merito.
Colgo l’occasione per chiarire in maniera semplice quale sia il significato e a cosa serve.
Nella nostra società ci piace avere un clima caldo in inverno e fresco in estate all’interno degli spazi che viviamo, ci piace che questa sensazione sia diffusa per tutto lo spazio interno e non solo vicino al calorifero tradizionale. Altro elemento importantissimo è la richiesta di un sempre maggior confort di vita.
Solo negli ultimi tempi però ci si è resi conto che per ottenere ciò stiamo sfruttando delle risorse naturali limitate e che è inutile sprecare ciò di cui si potrebbe fare a meno. Il numero delle transizioni immobiliari è aumentato in maniera vertiginosa negli ultimi 20/30 anni e oggi fabbricati esteticamente identici possono nascondere al loro interno soluzioni costruttive che incidono sul costo d’esercizio e di benessere.
Il calcolo che misura il rapporto tra i consumi e i risultati di questo confort viene collocato in una tabella che indica la “classe energetica”.
Malgrado sembra facile fare questa classificazione in realtà esistono vari modi e non sempre quello che sulla carta risulta essere in una determinata classe corrisponde sempre alla verità.
Esistono certificatori che fanno riferimento alle norme regionali altri quelle di Casa Clima e altri al passiv Haus Istitute; apparentemente se un fabbricato risulta in una classe energetica tipo “A” dovrebbe essere uguali per tutte ma nella realtà non è proprio così. Innanzi tutto sia casa clima che il passiv institui eseguono degli attanti controlli e sopralluoghi nei cantieri per verificare la corretta esecuzione in più utilizzano parametri più restrittivi e attenti rispetto alla legge regionale.
parlando di certificazioni regionali (quelle normalmente conosciute), fabbricati con identici requisiti possono in Emilia Romagna rietrare in una classe e nelle Marche o Lombardia in una diversa.
Ho chiesto a Michele De Beni, ingegnere del TBZ, che si occupa di seguire il mio progetto di scriverci qualcosa sul tipo di certificazione che ho scelto:

L’edificio passivo è stato definito scientificamente nei primi anni ’90 del secolo scorso dal Passiv Haus Institute del Dr. Wolfgang Feist (www.passiv.de); per essere definito tale un edificio doveva consumare non più dell’energia equivalente di 1,5 litri di gasolio per metro quadro per il solo riscaldamento. Con gli anni, tale definizione è stata ampliata, comprendendo requisiti anche relativi al comfort estivo ed al consumo di energia primaria complessiva per il funzionamento dell’edificio, elettrodomestici e illuminazione inclusi : ancora oggi, dopo quasi 20 anni, nessun altro protocollo di certificazione nazionale, considera tali aspetti.

Il passiv Haus Istitute accredita, per ciascuno degli stati europei, un ente certificatore con il compito di verificare tali requisiti e di rilasciare la certificazione CASA PASSIVA; per l’Italia tale ente è il Technisches Bauphisk Zentrum.

La metodologia di certificazione è molto rigorosa e prevede controlli sia in fase di progettazione attraverso specifici software di calcolo, che in fase di costruzione: requisito fondamentale è la verifica dell’ermeticità dell’involucro; soltanto se tutte le verifiche hanno esito positivo, al termine viene rilasciato un certificato scritto ed una targhetta da applicare sull’edificio.

Ad oggi gli edifici costruiti in Europa secondo tale protocollo sono migliaia ed ogni anno aumentano considerevolmente, comprendendo anche edifici ad uso uffici ed edifici pubblici come scuole, ospedali.

La scientificità e l’oggettività dei risultati della certificazione CASA PASSIVA è universalmente riconosciuta, al punto tale che tale metodologia di verifica è stata presa come modello da quasi tutti gli altri enti certificatori.

Ogni anno, il primo sabato di Novembre, è la giornata europea Case Passive, in cui i proprietari di edifici passivi permettono la visita della loro abitazione: un’occasione per tutti per capire fino in fondo dall’esperienza di chi già abita ed utilizza edifici passivi e di come tale scelta ha, positivamente, influenzato la qualità della loro vita.

In sintesi, un edificio certificato come Casa Passiva è sinonimo di altissimo comfort, di bassi costi di gestione e di una qualità costruttiva generale elevatissima.
Tutti gli edifici certificati sono inseriti in un database europeo consultabile al sito www.passivhausprojekte.de/projekte.php (il sito è in fase di completamento e a breve sarà aggiornato)
Michele De Beni
TBZ”

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Tamponamenti esterni

Dopo lo stop per neve e per le feste natalizie i lavori procedono spediti e senza intoppi particolari.
In questo periodo sono stati scelti gli impiantisti e buona parte dei materiali di rifinitura interni ai quali dedicherò vari articoli per poter condividere tutti i dettagli.
Sono stati eseguiti i tamponamenti esterni con blocchi POROTHERM utili a creare la massa del fabbricato oltre che a delimitarne gli spazi con l’esterno.
La scelta di questo materiale è stata dettata dal fatto che nella nostra progettazione era utile creare una massa importante necessaria al mantenimento delle temperature interne.
Questo è il concetto col quele si è sempre costruito nel passato, infatti chi ha provato ad entrare in una casa colonica di almeno 50 anni, ha sicuramente potuto provare un fresco estivo dato dalla grande massa delle mura perimetrali.
Anche i tramezzi interni sono stati ultimati e sono stati realizzati con blocchi porizzati con spessore 10 cm. dimensione per me necessaria per creare le tracce per gli impianti senza dover demolire completamente parti di parete e anche per dare maggiore isolamento tra una stanza e l’altra.

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L’impresa edile

Un passo importante è stato quello della scelta dell’impresa esecutrice dei lavori.
I presupposti fondamentali che ho utilizzato nella valutazione sono:
– in primis un’impresa locale e che non giri a sua volta i lavori a sole squadre esterne (spesse volte improvvisate),
– che abbia una buona direzione dei lavori
– che comprendesse e condividesse il desiderio di volersi approcciare ad una costruzione in maniera differente dal solito
– che si prendesse le responsabilità di ciò faceva fissando degli obbietti (nel nostro caso è il Blower Door)
– che i prezzi applicati fossero in linea col mercato, ne troppo alti e ne troppo bassi.
In questo blog voglio coinvolgere anche tutte le persone che lavorano alla casa così ho chiesto al geometra di cantiere di esprimere alcune sue considerazioni da pubblicare a nome della SANTARCANGELO COSTRUZIONI impresa esecutrice dei lavori.

E’ senza dubbio un progetto insolito per le nostre zone, l’edilizia infatti ha sofferto per anni di immobilismo, legata alle metodiche costruttive dettate dalle tradizioni; fortunatamente in questi ultimi anni grazie alla professionalità di alcuni progettisti, l’affinarsi del gusto generale dell’utente finale e, non ultimo, la crisi energetica di questo periodo, il settore ha avuto un’evoluzione notevole.
Come azienda edile avevamo già approfondito il discorso “casa passiva” in merito al risparmio energetico, alle tecnologie ad esso annesse e alla qualità degli ambienti interni, con l’intento di accrescere la nostra esperienza riguardo le nuove tecniche costruttive.
Riscontrando purtroppo la completa mancanza di fabbricati passivi nelle nostre zone, quando abbiamo avuto la possibilità di realizzare questo fabbricato, è stato per noi motivo di grande interesse e di enormi stimoli.
Questo progetto ha difatti scelte tecniche che incidono in maniera inequivocabile sulla qualità finale dell’opera; l’equilibrio tra i materiali impiegati unitamente ad una accurata e attenta progettazione preliminare, la cura dei particolari, l’ottimizzazione della parte termica e impiantistica in genere, l’eliminazione degli sprechi in fase costruttiva danno, a noi che la realizziamo, la netta sensazione di non essere un “intervento di facciata”.
Non possiamo pertanto che ribadire la nostra soddisfazione, auspicandoci che le scelte opportune e lungimiranti come questa alla quale abbiamo l’opportunità di collaborare possano, in futuro, trovare sempre maggiori estimatori.
Geom. Paolo Foschi
santarcangelocostruzioni.com

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Casa in legno o laterizio?

Come accennato in uno dei primi post ho incominciato la mia ricerca valutando attentamente l’acquisto di una casa in legno per poi arrivare alla scelta dell’autocostruzione con imprese locali in laterizio.
Sono stato incuriosito anche dalle case costruite con la paglia, molto affascinanti come idea ma non ho sufficienti elementi per esprimere opinioni.
Per quel che posso aver capito, una buona casa in laterizio può tranquillamente essere paragonata ad una buona casa in legno e viceversa.
Provengo da una zona dove il legno è poco impiegato per la costruzione delle abitazioni, se non per le parti del tetto e dei solai, ma di certo non avevo e sicuramente non ho tutt’ora quella competenza che può avere chi abita dove il legno è maggiormente presente e utilizzato in edilizia.
Una cosa importante che però ho capito è che la casa in legno in questo momento va di moda, perchè considerata ecologica, economica, riciclabile, energetica, innovativa, di veloce edificazione etc etc ………….
Nella realtà dagli elementi che ho potuto raccogliere bisogna stare molto attenti perchè questi termini molto di moda possono essere interpretati o venduti in maniera erronea.
Alcune aziende propongono case prefabbricate in legno che in realtà di legno ne hanno molto poco, infatti la struttura è composta da semplici pilastri in lamellare rivestiti e riempiti tra loro con isolante (generalmente fibra di legno o sughero ma in altri casi polistirolo) il tutto rivestito da pannelli in cartongesso. (questo non è il mio concetto di casa!!!)
Altre imprese mi hanno proposto una struttura più robusta in legno dove questo materiale era presente anche lungo tutte le pareti perimetrali sulle quali veniva applicato il materiale isolante. (decisamente di mio gradimento).
Per quanto riguarda l’aspetto ecologico ho scoperto che spesso il legno viene trattato appena l’albero viene abbattuto e anche successivamente per evitare che possano crearsi difetti di lavorazione, stagionatura e durata.
Per quanto riguarda la provenienza altro aspetto fondamentale non sempre di facile e chiara individuazione, anche in questo campo come succede per tanti altri prodotti, ad es le scarpe, il fatto che possa essere prodotta in Cina ma poi trasportate e assemblate in Italia vengono pubblicizzate sul mercato come “Made in Italy” ma come potete ben capire la realtà è differente.
Altra cosa importante che ho riscontrato in alcuni casi è che sia su cataloghi che da agenti vengono proposte case in classe “A” dove detta certificazione viene fraintesa in quanto è la parete singola ad averla e non in realtà l’intero fabbricato assemblato e finito. Sarebbe come dire, compro un infisso Internorm certificato passivo e lo inserisco in una parete lasciando una fessura di 10 cm tutt’attorno volendo vendere il fabbricato come passivo solo perche si ha l’infisso certificato.
Scartando tutte quelle aziende non in grado di dare delle garanzie come sopra indicato all’ora si trovano delle belle realtà sia industriali che artigianali in grado di offrire un ottimo prodotto. La valutazione economica a questo punto però fa si che i costi siano pari ad un buon fabbricato in laterizio.
A questo punto non pongo differenze qualitative tra le due.

Le motivazioni che mi hanno spinto ad optare per la soluzione in laterizio si possono riassumere in 5 punti:
1- In primis è che in questo momento di profonda crisi economica mi piace pensare di immettere (o lasciare) soldi nel mio tessuto locale distribuiti in diverse famiglie di artigiani i quali a loro volta potranno rispendere questi soldi nell’economia locale;
2- La casa in laterizio è molto più vicina alla cultura ambientale e tradizionale della zona in cui vivo;
3- Facendo l’agente immobiliare so per esperienza che dopo 20/30 anni una casa difficilmente rispecchia ancora le esigenze del nucleo che l’ha costruita e vissuta, pertanto viene riadattata con le nuove esigenze. Per quanto riguarda la ristrutturazione non avendo da noi la cultura del legno mancano carpentieri in grado di mettere mano a queste strutture e quindi bisogna sempre ricercarle da altre parti d’Italia, mentre in una casa di laterizio è sufficiente una mazza per eseguire la metà del lavoro e un impresa qualsiasi per il completamento dei lavori;
4- Nel caso di vendita sono convinto che ad oggi il 100% delle persone sono disponibili all’acquisto di un fabbricato di qualità in muratura mentre solo il 30/35% in legno (almeno questo calcolo l’ho dedotto da quello che vivo tutti i giorni con le richieste e le considerazioni che fanno i clienti della mia agenzia);
5- Ultimo e non meno importante è che provenendo da una famiglia con una discreta cultura e conoscenza in campo edile posso approfittare e scegliere canali, soluzioni o strade vantaggiose nell’acquisto di materiali e nella realizzazione delle opere;

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Il Progettista

Ho chiesto all’architetto Marco Berardi (mio fratello) di presentare il progetto spiegando le motivazioni e le scelte estetiche e architettoniche ma prima di tutto ritengo sia giusto presentarsi:

“Erano già alcuni anni che desideravo progettare una casa passiva. La scintilla è nata dopo aver frequentato, nel 2001, un corso universitario di perfezionamento in case bioecologiche di 200 ore, presso la facoltà di Ingegneria di Bologna, e ,nel 2005, il corso base Casaclima a Bolzano. A ciò ho aggiunto numerosi viaggi in alto Adige ed in Austria per conoscere nel dettaglio come si costruiscono e si “vivono” le case passive.
Quando mio fratello Alberto ha deciso di costruirsi una casa ecologica a basso consumo, sono iniziati ragionamenti su che cosa volessimo realizzare ed abbiamo deciso di metterci a fronte di una grande sfida, la costruzione di una casa passiva.
Sono così iniziati svariati viaggi in Alto Adige, per contattare maestranze ed imprese specializzate nelle costruzioni passive, vedere progetti realizzati, provare i comfort di queste residenze e scambiare opinioni con chi ci vive all’ interno ogni giorno.
Dopo esserci documentati ed aver provato con mano ciò che il mercato offriva abbiamo deciso di tralasciare tutto ciò che era prefabbricato, concentrandoci su una struttura e materiali tradizionali, sarà perché abbiamo vissuto in cantiere già dai 14 anni, in quanto figli di un piccolo imprenditore edile specializzato nella costruzione di villette per una committenza privata.
Inoltre il prefabbricato solitamente ha una forma semplice, spesso desunta dal cubo (per un miglior risparmio energetico) poco contestualizzabile nella pianura romagnola. Ciò che ho deciso di fare, quindi, è stato di prendere l’idea della tipica casa colonica e rivisitarla in chiave moderna ed adattarla ai principi di passività che ci eravamo imposti; così il portico è direttamente connesso al soggiorno ed alla cucina, funge da filtro con il giardino (storicamente chiamato aia), e deve essere vissuto da primavera fino all’autunno come spazio aggiunto alla casa per divertimento e relax.
La scelta progettuale ha comunque rispettato i fondamenti base per realizzare una casa passiva, cioè pianificare con attenzione fin dall’inizio le fasi progettuali e realizzative. L’area pianeggiante in aperta campagna su cui sorge il fabbricato non pone vincoli, così si è scelto di realizzare il fabbricato con esposizione a sud leggermente ruotata di qualche grado ad est ( ricalcando la classica centuriazione romana), anche se l’accesso e il fronte strada sono a nord.
Marco Berardi

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