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Case & Stili


Daniele Giorgi, noto conduttore del programma Sistemacasa su Leonardo.tv (canale 418 di Sky), ha dedicato un articolo alla nostra casa sulla rivista Case e Stili di giugno 2010.
Giorgi, che avava già dato spazio a questo progetto sul suo blog, ora nell’articolo, che si legge a pagina 208 di Case & Stili, descrive dettagliatamente tutti i passaggi chiave dell’intervento soffermandosi sui punti di maggior interesse.
Questo riconoscimento è per me, che ho voluto un progetto come questo, e per tutti coloro che partecipano alla realizzazione, dallo studio di bioarchitettura a tutti i fornitori e le imprese, un onore e soprattutto una conferma del buon lavoro svolto, nonchè di essere riusciti a cogliere quella che è la strada che conduce al futuro delle costruzioni.

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Il portico sull’aia

I lavori stanno procedendo senza grandi intoppi.
In questi giorni è stato montato dalla ditta C.B.G. Prefabbricati il portico in ferro.
La scelta dell’architetto è stata quella di creare un portico di campagna che proteggesse dalle intemperie le grandi aperture al piano terra, con anche la funzione di barriera dal sole cocente estivo.
Essendo una casa comunque moderna, i pilastri in ferro, verniciati a vista, sorreggono la copertura sulla quale verrà fatto un massetto per irrigidire tutta la struttura. Tutto il telaio è stato fissato alla casa tramite i giunti termici montati precedentemente in fase di getto del solaio. Questa operazione ha fatto si che il portico faccia parte dell’intero fabbricato anche se termicamente risulta scollegato.
La parte interna della copertura del portico verrà successivamente rifinita con del legno a vista, così pure, la parte più sporgente verso la grande aia, sarà dotata di tavole in legno inclinate a mo di frangisole.

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Cappotto esterno

I lavori procedono e nell’ultima settimana gli imbianchini della Project Decor hanno incominciato la posa del cappotto esterno al fabbricato.
Il materiale scelto è stato il Multipor della ditta Ytong, praticamente un un pannello termoisolante di natura minerale, monolitico a base di idrati di silicato di calcio.
La classificazione di “prodotto ecocompatibile” costituisce inoltre un importante valore aggiunto, perfettamente in linea con le tendenze attuali verso un’edilizia ecosostenibile e di questa casa.
Non nascondo il fatto che per tutti noi era la prima volta che utilizzavamo questo materiale, ma nel giro di poco si è presa confidenza.
Su suggerimento dei rivenditori della Color Decor il primo strato di cappotto a terra è stato fatto con un pannello classico ad alta densità per evitare la risalita di umidita futura, anche se il Multipor non dovrebbe creare questa problematica.
Sopra questo primo strato è stato posato il cappotto, estremamente fragile e delicato, che è stato tagliato o rifinito con attrezzi del mestiere attorno ai telai delle aperture e negl’angoli.
Mentre internamente è stata posata una retina per evitare il setolarsi dell’intonaco sull’esterno è stata posata una mano di colla aggiutiva nella fessura tutt’attorno al telaio degli infissi dopo di che il Multipor è stato ritagliato e lavorato per andare a copriere il telaio anche in facciata.
Detta lavorazione è stata fatta per evitare che l’eventuale differenza di materiale possa in futuro creare delle marcature estetiche.
Come al solito più avanti vi darò ulteriori dettagli.

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Tenuta all’aria telai per finestre

Posati i telai per le aperture abbiamo provveduto a chiudere tutte le fessure tra questi e i tamponamenti esterni.
Particolare attenzione, in questa fase, è stata portata a evitare che in un futuro possano crearsi delle setole tra i due differenti materiali e che possano esserci delle perdite d’aria in questo punto del fabbricato.
Per evitare il passaggio dell’aria, causa assestamento, abbiamo applicato un nastro speciale nel punto di congiunzione avente proprio questa particolarità di evitare il fessurarsi in caso di piccoli movimenti strutturali dei due materiali.
Sopra questo nastro abbiamo applicato con la colla un ulteriore rete avente la funzione di evitare che si creino setole esterne all’intonaco, poco piacevoli da vedere.
In questo processo abbiamo deciso in realtà di non limitarci al solo punto di congiunzione, ma a rivestire tutto il telaio con questa rete, che funge da aggrappante.
Il fornitore del telaio, in realtà, ci ha fatto presente che sia l’azienda produttrice del materiale isolante che le principali aziende di intonaci garantiscono l’aggrappo degli intonaci senza alcuna rete.
In realtà le principali aziende fornitrici di intonaci a calce spesso aggiungono aggrappanti chimici al loro interno e siccome io ho optato per un intonaco in calce naturale prodotto da un aziendina del posto senza aggrappanti chimici ho preferito non rischiare e ho fatto applicare detta retina per sicurezza.

Contemporaneamente a questo lavoro sono state anche posate buona parte delle banchine nel vano già predisposto in maniera molto semplice.

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Telai per finestre

Più i lavori avanzano e maggiore attenzione bisogna prestare all’esecuzione dei lavori e allo studio dei dettagli.
In un fabbricato passivo un ruolo importante spetta agli infissi.
Proprio in questi giorni dalla Reset sono stati installati tutti i telai e controtelai delle le aperture esterne. Per poter ottenere la prestanza termica richiesta, per un fabbricato Gold, la finestra/porta deve avere una conducibilità molto bassa e, sul mercato, ad oggi sono ancora poche le aziende che offrono un prodotto per case passive a prezzi abbordabili.
Nella ricerca del fornitore di infissi ho scoperto che avrei potuto optare per due soluzioni, una era quella di acquistarne uno certificato per case passiva con ovviamente triplo vetro e un telaio di dimensioni importanti, oppure acquistare un telaio con un’alta prestazione termica sul quale poi andare ad inserire un infisso a triplo vetro e relativa struttura di dimensioni più contenute simile a quelli comunemente utilizzati.
La mi scelta è ricaduta su questa ultima soluzione per diversi motivi, primo per una maggiore facilità e mancanza di complicazioni di montaggio/rifinitura e in secondo piano, ma non meno importante, per un considerevole risparmio economico. I controtelai, anche se non so se è il nome più appropriato per chiamarli vista la loro differenza da quelli classici, sono isolati sui 4 lati, e contengono già le seguenti caratteristiche:
– incorporano già il vano per le tapparelle, per il frangisole e per le zanzariere
– si possono applicare gli alloggiamenti a scomparsa per le barriere antintrusione
– hanno già lo spazio prestabilito per la banchina esterna della misura scelta da me e scollegata con quello che sarà l’infisso, eliminando completamente il problema della conducibilità
– hanno una grande prestazione statica indipendente dal resto
– non occorre creare spigolature o altre lavorazioni particolari, infatti all’interno verrà applicato l’intonaco come su un muro normale, mentre all’esterno si rifinirà con la rasatura dell’imbianchino
– questo controtelaio consente di poter montare l’infisso a filo interno a differenza di tutte le altre soluzioni che mi obbligavano di posizionarlo al centro tra muratura e cappotto esterno.
Anche se alcuni disguidi tecnici hanno ritardato la consegna sono sempre più convinto della scelta e delle prestazioni/vantaggi di questi telai.
Come ben immaginate ho chiesto preventivi a Internorm, Stabil e Finstral ma mi sono stati prospettati costi di gran lunga superiori mentre una bella realtà che si è contesa la scelta è stata la Heiss Proficenter che però, anche se di poco più economica, installava un controtelaio per casa passiva ma che mi obbligava a lasciare in vista le guide delle tapparelle, delle barre antintrusione e delle predisposizioni delle zanzariere.
Alla fine ho scelto la Reset poiché ho chiesto loro oltre alla fornitura dei controtelai il chiavi in mano di tutto il pacchetto finestre/porte finestre, tapparelle, frangisole e posa, in modo da avere un unico referente per la responsabilità di ciò che forniscono e posano visti gli obbiettivi di certificazione della casa. E’ rimasto esclusa dalla fornitura solo il portoncino d’ingresso in quanto è l’unica cosa che per ora non realizzano.

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Impianto di ventilazione dolce

I lavori proseguono e mentre gli elettricisti stanno stendendo tutte le canalette per gli impianti, gli idraulici hanno eseguito l’impianto idrico. Queste lavorazioni per ora vengono eseguite in maniera tradizionale come in una casa comune.
Oltre agli impianti sopra menzionati sono state stese anche tutte le canalizzazioni per l’impianto di ventilazione meccanica controllata (VMC) o anche conosciuta come ventilazione dolce.

Come già detto una casa passiva non deve avere dispersioni con l’esterno e deve essere a tenuta d’aria. Per poter far si che la casa sia sana e abbia sempre aria fresca all’interno, senza disperderne le temperature e i confort, si installa un semplice impianto che attraverso delle condotte (nel caso specifico sono state utilizzate del diametro di 90 mm) viene presa aria all’esterno e poi viene immessa nei locali abitabili come camere, soggiorno e studio. Successivamente quest’aria viziata, umida e maleodorante, viene fatta uscire attraverso una canalizzazione identica a quella di entrata, con l’unica differenza che la raccolta della stessa viene fatta nei locali dove generalmente è maggiormente presente l’umidità e i cattivi odori come bagni, cucina e lavanderia.

Questo impianto è obbligatorio/indispensabile in una casa passiva e anche in un fabbricato di classe A o A+, quindi diffidate di chi vi propone fabbricati con queste classificazioni senza questo tipo di macchinario. Io mi permetto di suggerirlo in ogni nuova abitazione indipendentemente dalla classe energetica o dimensione per i seguenti motivi.

I vantaggi di questo tipo di impianto sono tantissimi, oltre all’evidente mancanza di dispersione del calore invernale e frescore estivo, si elimina totalmente la formazione di muffe, condense e l’eliminazione attraverso dei filtri antipolline di tutte le impurità dell’aria esterna. Praticamente la sensazione è come avere le finestre sempre aperte ad ogni ora anche se in realtà non lo sono. Ad esempio, in un casa tradizionale, al risveglio nella camera da letto c’è sempre l’odore dell’aria viziata, oppure nel bagno mentre si fa la doccia si crea dell’umidità, bene attraverso quest’impianto di ventilazione dolce l’aria è sempre pulita e fresca.

Gli idraulici, Idroteam, hanno con molta cura posato le tubazione e le relative scatole alle quali successivamente verranno messe le griglie di copertura, facendo attenzione a mettere le bocchette di mandata ad un’altezza di 90 cm da terra mentre quelle di raccolta a 30 cm dal soffitto. Il motivo di questa differenza di altezze tra la mandata e la ripresa è data dal fatto che l’aria malsana sta in alto e quindi quello è il punto migliore per caturarla ed eliminarla.

Per quanto riguarda i macchinari, che verranno installati più avanti, d’accordo con l’architetto il termotecnico e i certificatori si è optati per scegliere i macchinari della Zehnder, in quanto l’efficienza e la qualità sono molto alte. Importante è stata la collaborazione dell’agente Zehnder di zona sig. Aloisi Stefano dell’Agenzia Aloisi.

Per semplificare ancor di più la comprensione del funzionamento di questo impianto potete vedere questa simulazione fatta in maniera semplice ma chiara.

Più avanti vi mostrerò i particolari e le scelte di come, quante e dove sono state posizionate le macchine, motivandone i perchè.

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L’impianto di riscaldamento e raffrescamento

In questi giorno abbiamo incominciato la realizzazione degli impianti idraulici ed elettrici che più avanti verranno descritti dettagliatamente. Per incominciare ad entrare in questo argomento ho chiesto all’amico ingegnere termotecnico Gionata Sancisi di descriverci in via molto sommaria il tipo di impianto che serve per una casa passiva:

Impianti di una casa Passiva
La casa è detta “passiva” perché la somma degli apporti passivi di calore dell’irraggiamento solare trasmessi dalle finestre e il calore generato internamente all’edificio da elettrodomestici e dagli occupanti stessi sono quasi sufficienti a compensare le perdite dell’involucro durante la stagione fredda.
L’impianto di riscaldamento convenzionale si può eliminare se il fabbisogno energetico della casa è molto basso, convenzionalmente inferiore a 15 kWh al m² anno. Queste prestazioni si ottengono con una progettazione molto attenta, specie nei riguardi del sole, con l’adozione di isolamento termico ad altissime prestazioni su murature perimetrali, tetto e superfici vetrate e mediante l’adozione di sistemi di ventilazione controllata a recupero energetico.
In pratica in una casa Passiva l’unico impianto di climatizzazione è l’impianto di ventilazione meccanica controllata, opportunamente dimensionato per produrre il carico massimo energetico necessario in condizioni di progetto, in inverno con temperatura esterna -5°C.
Tale impianto va dimensionato con la cura e la precisione che definirei “da farmacista” e non con la logica di sovradimensionamento tipica dei dimensionamenti degli impianti tipici delle case normali.
Ora che abbiamo una casa con un impianto che consuma pochissimo possiamo mettere la ciliegina sulla torta: produciamo il calore necessario da fonti rinnovabili non fossili.
La casa passiva è l’applicazione perfetta per la pompa di calore.

Principi generali di funzionamento.
Con la pompa di calore si può sottrarre calore “gratuito e rinnovabile” dall’ambiente esterno (terra, acqua, aria). L’energia del calore che viene sottratta ad una temperatura più bassa, viene poi innalzata ad una temperatura più alta per permettere d’essere utilizzata in un sistema di riscaldamento d’ambiente, o per produrre acqua calda sanitaria.
L’impianto in pompa di calore consuma poca energia elettrica e “pompa” calore ambiente all’interno della casa. Il consumo elettrico può essere completamente autoprodotto mediante un pannello fotovoltaico.
Compensando la totalità dei consumi elettrici con la produzione dei pannelli Fotovoltaici si può ottenere una abitazione ad emissione zero di CO2.
Gionata Sancisi ingegnere termotecnico”

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